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Olio extravergine d’oliva e declino cognitivo: un alleato prezioso per il cervello 

1
GEN
2025

Peranzana

Olio d'Oliva

Dieta Mediterranea

Curiosità

Il legame tra alimentazione e salute cerebrale è sempre più al centro dell’attenzione scientifica, specialmente in un’epoca in cui le malattie neurodegenerative sono in aumento. Una ricerca rivoluzionaria ha recentemente confermato ciò che la tradizione mediterranea suggerisce da secoli: l’olio extravergine d’oliva può svolgere un ruolo cruciale nella protezione delle nostre funzioni cognitive.

Lo studio scientifico: metodologia e scoperte

Uno studio prospettico randomizzato, pubblicato sul prestigioso Journal of Alzheimer’s Disease, condotto dagli esperti dell’Università Aristotele di Salonicco (AUTH) e dell’Associazione greca del morbo di Alzheimer e dei disturbi correlati (GAADRD), ha analizzato gli effetti dell’olio extravergine di oliva sul deterioramento cognitivo lieve (MCI) amnesico negli anziani.

I ricercatori hanno confrontato gli effetti di due tipi di olio extravergine di oliva:

• Olio extravergine ad alto contenuto fenolico a raccolta precoce (HP-EH-EVOO)
• Olio extravergine a contenuto fenolico moderato (MP-EVOO)

Hanno inoltre valutato la predisposizione genetica alla malattia di Alzheimer nei partecipanti allo studio.

Risultati sorprendenti e a lungo termine

I risultati dello studio sono stati straordinari:

1. L’intervento a lungo termine con olio extravergine d’oliva è risultato associato a un significativo miglioramento della funzione cognitiva rispetto alla semplice dieta mediterranea.
2. L’effetto protettivo dell’olio extravergine ad alto contenuto fenolico a raccolta precoce è duraturo: i benefici si sono protratti per almeno un anno dall’inizio dell’assunzione.
3. A distanza di 12 mesi, i risultati nei partecipanti trattati con HP-EH-EVOO erano significativamente superiori rispetto ai soggetti di controllo.

La dottoressa Tsolaki, tra i ricercatori principali dello studio, ha commentato: “Questo studio apre la strada allo studio di composti naturali come trattamenti alternativi del MCI. Lavori recenti suggeriscono che seguire una dieta mediterranea migliora le funzioni cognitive, riducendo la possibilità di sviluppare la malattia e riducendo il rischio di progressione della condizione verso il morbo di Alzheimer”.

L’importanza del contenuto fenolico

L’elemento chiave emerso dalla ricerca è l’importanza del contenuto fenolico dell’olio. Gli oli extravergini d’oliva ad alto contenuto fenolico a raccolta precoce contengono concentrazioni maggiori di composti bioattivi che proteggono le cellule cerebrali e rallentano i processi neurodegenerativi.

Tra i composti più importanti troviamo:

Oleocantale: possiede proprietà antinfiammatorie simili all’ibuprofene e può contribuire a ridurre l’infiammazione nel cervello, un fattore chiave nello sviluppo di malattie neurodegenerative.
Idrossitirosolo e tirosolo: potenti antiossidanti che proteggono le cellule cerebrali dallo stress ossidativo.
Oleuropeina: un composto con proprietà neuroprotettive che può contrastare la formazione di placche amiloidi, una caratteristica tipica del morbo di Alzheimer.

Un approccio preventivo innovativo

Questo studio pionieristico rappresenta il primo a stabilire gli effetti specifici dell’olio extravergine di oliva negli anziani con deterioramento cognitivo lieve. I risultati suggeriscono che l’inclusione di olio extravergine d’oliva di alta qualità nella dieta quotidiana potrebbe rappresentare una strategia preventiva efficace e naturale contro il declino cognitivo legato all’età.

Implicazioni pratiche: come scegliere l’olio giusto

Alla luce di questi risultati, è importante sapere come scegliere un olio extravergine d’oliva che possa massimizzare i benefici per la salute cerebrale:

1. Preferire oli a raccolta precoce: gli oli prodotti con olive raccolte all’inizio della stagione tendono ad avere un contenuto fenolico più elevato.
2. Cercare oli con sapore amaro e piccante: il gusto amaro e la sensazione di pizzicore in gola sono indicatori della presenza di composti fenolici benefici.
3. Conservare correttamente l’olio: in un luogo fresco e buio, lontano da fonti di calore e luce, per preservare i composti bioattivi.
4. Consumarlo crudo: per beneficiare al massimo delle proprietà neuroprotettive, consumare l’olio crudo, ad esempio condendo le insalate o aggiungendolo ai piatti a fine cottura.

Conclusioni

La ricerca dell’Università di Salonicco aggiunge un tassello importante alla comprensione scientifica dei benefici dell’olio extravergine d’oliva sulla salute cerebrale. Incorporare questo prezioso alimento nella dieta quotidiana rappresenta una strategia semplice ma potenzialmente efficace per preservare le funzioni cognitive e contrastare il declino cognitivo legato all’età.

Fonte: “Le grandi virtù dell’olio extra vergine d’oliva contro il declino cognitivo negli anziani”, studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, condotto dall’Università Aristotele di Salonicco e dall’Associazione greca del morbo di Alzheimer e dei disturbi correlati.