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Versare olio d’oliva porta sfortuna? Una superstizione antica tra sacro e simbolo
Peranzana
Olio d'Oliva
Dieta Mediterranea
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Versare olio d’oliva porta sfortuna? Una superstizione antica tra sacro e simbolo
Può sembrare solo un gesto distratto: la bottiglia che si rovescia, una goccia d’olio che finisce sulla tovaglia. Eppure, nella tradizione popolare, versare olio d’oliva porta sfortuna. Ma perché?
La risposta affonda le radici in una storia millenaria fatta di simboli, sacralità, rituali e valori profondi legati proprio all’olio extravergine d’oliva, considerato da sempre un bene prezioso, energetico e spirituale.
L’olio: un alimento, un simbolo, una medicina
Sin dall’antichità, l’olio non è stato solo un alimento. Era medicina, unguento, cosmetico, combustibile e soprattutto strumento sacro. Venne usato per ungere re, sacerdoti e defunti; per guarire i malati, ma anche per rendere visibile il legame tra il mondo umano e quello divino.
Secondo un antico proverbio toscano:
“Mercante di vino, mercante poverino; mercante d’olio, mercante d’oro.”
Questo ci ricorda quanto fosse economicamente e simbolicamente rilevante l’olio. Perdere anche una piccola quantità equivaleva, in un certo senso, a perdere benessere e protezione.
Il gesto del versare: perché è considerato un cattivo presagio?
Come spiega l’articolo di Teatro Naturale, la sfortuna legata all’olio versato può essere interpretata da più punti di vista:
• Economico: l’olio era raro e prezioso. Sprecarlo era un vero peccato, fonte di preoccupazione per il futuro.
• Simbolico: l’olio rappresentava la luce, la salute e il sacro. Versarlo accidentalmente poteva essere visto come un gesto di “rottura” dell’equilibrio.
• Rituale: nella tradizione giudaico-cristiana, l’olio veniva usato anche per l’estrema unzione, cioè nei momenti di passaggio dalla vita alla morte. Il suo uso fuori contesto poteva quindi evocare presagi funesti.
• Magico-religioso: l’olio veniva usato in incantesimi, benedizioni, guarigioni e preghiere. Perderlo significava, forse, interrompere una protezione spirituale.
Alcune credenze suggerivano perfino dei “rimedi” per neutralizzare l’effetto negativo: come gettare del sale sopra l’olio caduto o, in tempi più arcaici, usare urina, simbolo di purificazione nelle culture popolari.
Un mito che parla di rispetto
Più che superstizione, questa tradizione ci ricorda quanto rispetto si dovesse – e si debba ancora – portare all’olio d’oliva. Non è solo un alimento: è un legame profondo con la terra, la cultura e il sacro.
E oggi? Anche se non crediamo più nella “sfortuna”, forse versare olio è ancora un piccolo gesto che ci invita a non sprecare, ad avere cura delle cose buone, preziose e simboliche che arrivano dal nostro territorio.
📌Fonte: Giulio Scatolini, “Ecco perché versare olio di oliva porta sfortuna”, pubblicato su Teatro Naturale, 16 gennaio 2025.